Outside In: inaugurato a Roma il primo murales green a tema LGBTQ+

Il murales dedicato alla drag queen romana Karl Du Pigné, icona e attivista del mondo LGBTQ+ morta nel 2018, ha lo scopo di abbattere tutti i muri del pregiudizio.

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È stato inaugurato il murales Outside In, un’opera di riqualificazione urbana e ambientale ma anche un omaggio ad Andrea Berardicurti, in arte La Karl Du Pigné, icona del movimento LGBTQ+ italiano, instancabile attivista e drag queen, recentemente scomparso, a 61 anni.

Il gigantesco murales di 250 metri quadrati, opera di Judith de Leeuw, in arte JDL Street Art, artista olandese di fama mondiale, ritrae un uomo e una donna avvolti nello stesso drappo bianco che guardano fissi nella stessa direzione. Come fossero un’unica persona, l’identità dell’uno si specchia in quella dell’altra. Il tutto illustrato con delle eco-vernici mangia smog che trasformano la parete in un depuratore d’aria naturale.

Il murales è stato realizzato nel quartiere di San Paolo a Roma (precisamente, in via Tessalonica 47), lo stesso quartiere dove ha sede lo storico Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che ogni anno organizza il Roma Pride.

Il progetto è frutto di una sinergia tra Yourban2030, la no-profit italiana il cui scopo è contribuire a uno sviluppo sostenibile utilizzando il linguaggio artistico, il Mario Mieli, l’Ambasciata Olandese e il Municipio VIII di Roma. A finanziarlo è una campagna di raccolta fondi (puoi parteciparvi a questo link) che sta coinvolgendo piccole realtà e privati cittadini. 

«Lo scopo è quello di valorizzare il territorio con la costruzione di un’opera d’arte a libera fruizione per la cittadinanza e al tempo stesso farci portavoce del messaggio dei nostri valori» ci ha detto Valerio Colomasi Battaglia, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

Foto di Gabriele De Luca

Outside In è una celebrazione della libertà, dell’identità e del rispetto; un muro di tutti e per tutti il cui scopo è abbattere gli altri muri (spesso immateriali) che ancora sono presenti nella nostra società. Perché, come recita il claim del progetto, “nessun muro si abbatte da solo”. «Ci sono ancora tantissimi muri da abbattere e ci sono ancora tante battaglia da fare; come quella per la legge contro l’omotransfobia, quella per il riconoscimento del diritto al matrimonio per tutti i cittadini e tutte le cittadine o quella per il riconoscimento dei figli per le coppie omogenitoriali» ha continuato Valerio Colomasi Battaglia. «Un muro in Italia continua ad essere l’idea che esista un solo modello giusto di persona: bianca, cattolica, eterosessuale e cis-gender. E tutte le persone che si discostano da questo modello ne pagano il prezzo: donne, persone non bianche, persone non cattoliche, persone LGBTQ+. Questo è, forse, il muro più imponente che abbiamo davanti».

La zia Karl

A fare da protagonista del murales è Andrea Berardicurti e La Karl Du Pigné: un uomo, una donna e un personaggio che ha saputo rappresentare un movimento interno.

Attivista, drag queen, ospite d’onore della serata cult di Muccassassina, anima colorata di ogni Pride, ma soprattutto faro per l’intera comunità omosessuale. Andrea, infatti, era entrato al Mario Mieli alla fine degli anni Ottanta e per molti anni aveva lavorato nella segreteria, accogliendo chiunque arrivasse al Circolo e rappresentandone lui stesso il volto. Come ha ricordato Valerio Colomasi Battaglia, «nel corso degli anni al Circolo sono arrivate tante persone dopo esser state cacciate di casa, dopo aver perso il lavoro, dopo aver perso le relazioni con i propri amici per aver fatto coming out. Andrea era lì, era la prima persona con cui entravano in contatto. Con il suo modo di fare, con un sola battuta riusciva a mettere tutti a proprio agio e a farli sentire parte di una nuova famiglia che era quella del Circolo». Se l’attivismo omosessuale romano ha un volto, è quello della zia Karl.

«Quando parlo de La Karl Du Pigné mi emoziono perché la nostra è stata la storia di una profonda amicizia ma anche di una lotta che abbiamo fatto insieme: i primi Pride, le giornate mondiali contro l’AIDS, gli eventi culturali. Una lotta che ci ha permesso di raggiungere dei traguardi importantissimi».

Era stato, infatti, proprio Andrea nel 1994, insieme a Vladimir Luxuria, a proporre l’idea di un primo Pride italiano a Roma. Una sfida che spaventava ancora le altre organizzazioni LGBTQ+ ma che il Circolo Mario Mieli accolse con entusiasmo.

Solo col tempo, con l’esperienza e la fortuna di aver incontrato, nel mio percorso di vita, tante persone differenti, ho capito che per fortuna di persone differenti ce ne sono svariati miliardi su questo globo e che lo scambio di differenze porta quasi inevitabilmente ricchezza.

Andrea Berardicurti, intervistato da Alessandro Grieco nel 2017

Riqualificazione ambientale

Outside In è un’opera che parla di libertà di genere ma anche di amore per l’ambiente. Infatti, per realizzare il murales sono state utilizzate le eco-vernici al 100% naturali dell’azienda italiana Airlite, in grado di abbattere gli agenti inquinanti. Si tratta di vernici eco-sostenibili in polvere che, mediante la presenza di biossido di titanio in grado di attivarsi a contatto con la luce, sanno trasformare gli agenti inquinanti (come gli ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio) in molecole di sale. In questo modo, ogni volta che l’aria tocca la superficie, viene purificata naturalmente. La vernice, mangiando lo smog cittadino, può addirittura neutralizzare all’88,8% l’inquinamento di 53 auto benzina euro 6 e 40 auto diesel euro 6 al giorno! Quello che è stato inaugurato è un vero e proprio nuovo cuore verde nella periferia di Roma. Outside In non è solo qualcosa da ammirare e basta ma è un mezzo per creare consapevolezza sociale e ambientale in chi l’ammira.

Non è la prima volta che la no-profit Yourban2030, guidata da Veronica De Angelis, realizza un murales green.

A ottobre 2018 era stato inaugurato Hunting Pollution: il più grande murales d’Europa, opera di Federico Massa (in arte Iena Cruz), situato nel quartiere romano di Ostiense, con i suoi 1000 metri quadrati riesce a ripulire l’aria come un bosco di 30 alberi. Ma Outside In è il primo a tema LGBTQ+. E noi non vediamo l’ora di andarlo a vedere dal vivo!

Autore

Samuele Vona

Samuele Vona

Direttore Editoriale

Nasco a Roma e ora vivo a Bologna in una casa al pian terreno. Amo le cose démodé: se scatto lo faccio in analogico, compro solo libri usati, scrivo ancora con la penna (blu) e ho una laurea in Lettere Moderne. Desidero una nuova bicicletta perché quella di prima me l'hanno rubata.

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