La Casa del Volontariato di Roma ospita la presentazione di “Ecosocialismo o Barbarie”

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Una serata caratterizzata da un concitato confronto di idee quella che lo scorso giovedì ha riunito i molti partecipanti alla presentazione di “Ecosocialismo o Barbarie – La lezione di Karl Polanyi e la sfida democratica al Neoliberismo” di Alessandro Scassellati Sforzolini presso la Sala Convegni della Casa del Volontariato di Roma (Via Liberiana, 17).
L’evento, organizzato dalla CSV Lazio in collaborazione con la Casa dei Diritti Sociali ODV, ha visto una nutrita partecipazione di pubblico – sia in presenza che online attraverso la diretta sulla piattaforma Zoom – che ha seguito con interesse il confronto tra le varie chiavi di interpretazione attorno al pensiero di Karl Polanyi e all’analisi strutturata all’interno dell’opera di Scassellati, oggetto quest’ultima del nostro recente approfondimento e commento in questo sito (QUI il link alla recensione).

Ad affiancare l’autore del libro nel dibattito in qualità di ospiti e relatori, sono stati coinvolti il costituzionalista Giovanni Russo Spena e il saggista Franco Russo, figure quelle appena menzionate con un lungo passato di militanza politica e di attività parlamentare tra le fila dapprima di Democrazia Proletaria e – in seguito – di Rifondazione Comunista.

Un incontro di oltre due ore nelle quali gli argomenti di discussione sono stati molteplici in merito all’opera di Scassellati, osservando certe analogie tra la lettura della società fornita da Polanyi nel 1944 con il suo “La Grande Trasformazione” e la fotografia contemporanea delle nostre società, nella quale tanto gli Stati nazionali quanto gli organismi internazionali sembrano trovarsi ad affrontare scenari che hanno radici nel secolo scorso.
Non sono mancati poi dei momenti in cui
la conversazione ha assunto toni alquanto concitati da parte dei relatori, circostanza replicatasi anche nel momento del dibattito con il pubblico presente in sala e da remoto.


Tra la convergenza di vedute e le osservazioni critiche

Tra le certezze per i relatori che hanno preso parte alla presentazione del libro di Scassellati c’è la comune condivisione dei valori incarnati dall’ecosocialismo, come ricordato dal Presidente di Casa dei Diritti Sociali ODV Giulio Russo che nel proprio intervento introduttivo ha al contempo tenuto a specificarne la natura storicamente “successiva al socialismo reale” sia a livello di contenuti (nella sintesi tra le istanze socialiste e quelle legate all’ecologia) che a livello di vitalità e forza propulsiva in un’epoca – “apparentemente”, per chi scrive – post-ideologica.

L’attenzione che Giovanni Russo Spena ha invece voluto riservare all’opera di Alessandro Scassellati Sforzolini ha riguardato alcuni dei temi trattati dall’autore romano all’interno della sua disamina del pensiero di Karl Polanyi e del proprio rilancio della proposta ecosocialista.
Un legame tra passato e presente esaminato da Russo Spena in chiave marxista, nel richiamo ai valori della Comune di Parigi del 1871 che furono d’ispirazione per lo stesso Marx nella successiva stesura della “Critica del Programma di Gotha” (1875) in cui venne delineato uno dei pilastri fondamentali della filosofia marxista e del tipo di società immaginata dal filosofo tedesco (“Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”).

Tra i temi analizzati favorevolmente da Russo Spena in merito a “Ecosocialismo o Barbarie” c’è la corresponsabilità dei principali partiti della sinistra progressista al dominio neoliberista e dall’avanzata e consolidamento delle forze di destra e di estrema destra.
Così come viene trattato all’interno dell’opera di Scassellati, anche per Russo Spena infatti
sussiste una responsabilità nelle forze progressiste (in Italia come in Europa) nell’affermazione incontrastata del modello capitalista all’interno della società globale e nel mantra di thatcheriana memoria secondo cui “non ci sono alternative” al neoliberismo. Il motivo? Le forze progressiste si sono lasciate sedurre dal neoliberismo e, come osservato da Russo Spena nel menzionare un pensiero espresso nel 2015 dal sociologo Luciano Gallino, si è verificato un “processo di cattura cognitiva delle sinistre”, che nei decenni le ha gradualmente omologate all’interno dei parametri del pensiero neoliberista.
Un secondo spunto di riflessione riportato con interesse dal relatore ha riguardato i richiami di Scassellati al
“capitalismo della sorveglianza” di Shoshana Zuboff, ai quali ha voluto ricollegare foucaultianamente la “torsione biopolitica” che le società industrializzate, guidate in primo luogo dagli Stati Uniti d’America attraverso il legame tra politica e “big tech” (es. Elon Musk e Peter Thiel), stanno intraprendendo nello sviluppo e nell’implementazione di sistemi di Intelligenza Artificiale.

Uno scatto della presentazione del libro “Ecosocialismo o Barbarie – La lezione di Karl Polanyi e la sfida democratica al Neoliberismo” (Left, 2026).

In direzione decisamente differente si è posto invece l’intervento di Franco Russo il quale, pur apprezzando nel complesso il lavoro realizzato dall’autore, ha presentato delle critiche di fondo all’analisi polanyiana della società.
Gli esempi portati dal saggista per motivare il proprio
“dissenso radicale”? Gli studi antropologici sui modelli socio-economici alternativi al sistema capitalista (es. i “potlatch” dei Nativi d’America e di alcune comunità isolane nell’Oceano Pacifico) portati avanti da Karl Polanyi tra il 1947 e il 1953 mentre era docente alla Columbia University di New York, studi in merito ai quali Franco Russo ha voluto sottolineare la rappresentatività “alquanto ridotta” rispetto alla popolazione globale del tempo e che al giorno d’oggi, con “oltre otto miliardi di abitanti della Terra”, non possono essere considerati indicativi in termini assoluti.
In poche parole, la lettura dell’ex parlamentare di Rifondazione Comunista ruota sulla necessità di comprendere le criticità non più sostenibili del capitalismo “senza però continuare a volgersi attorno a soluzioni passatiste” ma bensì “liberandosi dalla visione ideologica” e cercando soluzioni nuove, al passo con le nuove istanze ed esigenze della società che siano frutto di un lavoro costante e comune nel confronto con i movimenti dal basso. 


“Pronti a resistere” – La replica di Alessandro Scassellati Sforzolini

Le parole di Franco Russo hanno così infiammato il dibattito con l’autore di “Ecosocialismo o Barbarie” e in egual misura con il pubblico che ha interagito dalla sala e da remoto all’interno dell’evento: alcuni interventi rivolti ai relatori dal pubblico si sono infatti concentrati su aspetti affrontati nell’opera di Scassellati come nella critica argomentata da Russo. In particolar modo, sulla mancanza di autocritica da parte delle forze politiche progressiste e – elemento menzionato solo nella domanda posta da un partecipante del pubblico – da parte delle stesse organizzazioni sindacali e sulla necessità di concretizzare politicamente le proposte sviluppate nel saggio.
La concretizzazione dell’idea in azione politica, in particolar modo, ha portato a un acceso scambio di opinioni tra il saggista e parte del pubblico (tra i presenti, alcuni attivisti e militanti nel territorio) nel quale Franco Russo ha voluto ribadire con fermezza la propria contrarietà a una lettura ideologica della realtà.

A chiusura dell’evento, l’autore del saggio ha avuto modo di replicare alle obiezioni poste in essere dai relatori e da alcuni interventi del pubblico. Dalla difesa della validità degli studi antropologici di Karl Polanyi (“un totem per gli antropologi”, come lo stesso Scassellati, che è ricercatore sociale formatosi nello studio dell’antropologia) e della “scuola sostantivista” all’analisi obiettiva sulle responsabilità delle forze progressiste nell’affermazione del neoliberismo (prendendo ad esempio l’ambito italiano, l’autore ha ricordato come “la deregolamentazione del mercato del lavoro” sia stata “fatta da Romano Prodi con il Pacchetto Treu”).
Ma per il ricercatore romano
“non basta più saper sviluppare e presentare un’analisi corroborata da dati e informazioni”, ma “serve trovare e proporre delle soluzioni da mettere in atto”. Un compito che spetta alla politica, “non quella dei salotti, ma quella che parte dall’attivismo, dai movimenti dal basso, dalla formazione e dalla presenza territoriale”.
“Non voglio essere depresso” – ha tenuto a specificare Scassellati – “ma allo stesso tempo non mi faccio alcuna illusione, dobbiamo essere pronti a resistere in questa situazione”.

Nell’immagine di copertina: “I relatori della presentazione del libro “Ecosocialismo o Barbarie – La lezione di Karl Polanyi e la sfida democratica al Neoliberismo”.
Da sinistra verso destra, il Direttore del CSV Lazio Enzo Morricone, l’autore del saggio Alessandro Scassellati Sforzolini, il Presidente del Focus Casa dei Diritti Sociali Giulio Russo, il costituzionalista Giovanni Russo Spena e il saggista Franco Russo”
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