Manca poco più di un mese al termine di una mostra che a Roma sta riscuotendo un grandissimo successo di pubblico giorno dopo giorno: stiamo parlando della mostra monografica dedicata al Maestro dell’arte giapponese Katsushika Hokusai (1760-1849), colui che grazie alle sue opere – divenute celebri per bellezza e per profondità concettuale nonché espressiva – divenne tra le principali fonti d’ispirazione per l’Arte europea tardo ottocentesca, che in molti casi si lasciò influenzare dalla bellezza delle opere provenienti dal Sol Levante in seguito alla riapertura del Giappone al resto del mondo con la Restaurazione Meiji (1868).
Inaugurata lo scorso 27 marzo all’interno del prestigioso Palazzo Bonaparte (Piazza Venezia, 5), la mostra “Hokusai – Il Grande Maestro dell’Arte Giapponese” è stata realizzata da Arthemisia in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia e con il patrocinio del Ministero della Cultura italiano e dell’Ambasciata del Giappone in Italia e celebra il potere immaginifico dell’arte di Hokusai attraverso un tesoro di oltre duecento tra opere e oggetti provenienti dalla vasta collezione personale (oltre quindicimila reperti) di Feliks “Manggha” Jasieński, critico d’arte polacco che in vita nutrì grande passione verso l’arte orientale (Cina e, soprattutto, Giappone) e che l’11 marzo 1920 lasciò il proprio patrimonio in dono alla città di Cracovia.
L’arte di Hokusai ci guida nella storia del Giappone pre-moderno
Nel percorso creato dalla curatrice della mostra, Beata Romanowicz, i visitatori di “Hokusai – Il Grande Maestro dell’Arte Giapponese” vengono guidati in un viaggio artistico e culturale alla scoperta del Giappone del XIX secolo, nel suo passaggio dal c.d. “sakoku“ – apportato nel 1641 durante lo Shogunato Tokugawa allo scopo di isolare il Paese dal mondo per circa due secoli – fino alla sua “riapertura forzata” all’Occidente in seguito all’arrivo delle “navi nere” del Commodoro Matthew Perry della Marina statunitense (1853) e la successiva rivoluzione che mise fine al dominio secolare degli shogun e guidò la modernizzazione del Sol Levante.
Le maestose sale di Palazzo Bonaparte, ricche di affreschi, stucchi di pregio e dipinti del Settecento, cedono spazio alle strutture espositive e alle installazioni luminose capaci di ricreare – in alcuni momenti – quegli ambienti delle tipiche abitazioni giapponesi del c.d. “periodo Edo“.
Un allestimento ben curato e valorizzato quello di questa mostra, capace di coinvolgere e catturare l’immaginario dei visitatori in ognuna delle dodici sezioni dell’esposizione mentre si trovano ad ammirare le numerose xilografie realizzate da Hokusai nel corso della sua lunga e movimentata esistenza, assieme ai suoi dipinti e alle illustrazioni che furono antesignane del fenomeno contemporaneo (e globale) dei manga.
I dodici “capitoli” della monografica dedicata ad Hokusai riescono a offrire al pubblico una ricca prospettiva sul Giappone, arrivando anche a superare la parte prettamente dedicata al maestro nipponico senza al contempo distogliere l’attenzione dei visitatori dal suo fulcro centrale, ma arricchendola di spunti e contenuti.
Ad esempio, una delle sale è dedicata all’influenza che l’Europa (e – più in generale – il mondo occidentale) ebbe nel contemplare la bellezza dell’arte giapponese: dalla nascita del c.d. “Giapponismo” in Francia alla fine del XIX secolo all’impatto che le “piccole” ma affascinanti incisioni su legno e carta di riso realizzate da Hokusai ebbero nell’arte impressionista e post-impressionista europea (Manet, Monet, Degas, Gauguin e Van Gogh, solo per menzionare alcuni) fino ad arrivare all’Art Nouveau di Toulouse-Lautrec, Mucha e Klimt.

Katsushika Hokusai, “Veduta del Monte Fuji dalla Tenuta Umezawa nella Provincia di Sagami” (1831 circa), da “Trentasei vedute del Monte Fuji” (1826-1833). Collezione Feliks Jasieński, Museo Nazionale di Cracovia (opera di dominio pubblico)
Natura, tradizione, spiritualità ed estetica – Lo sguardo sulle opere di Hokusai
Eppure, mettendo per un momento da parte la contemplazione degli splendidi kimono cerimoniali in seta pregiata, l’armatura da samurai del periodo Edo conservata assieme alle varie spade e lame in ferro forgiate nel XVI secolo, le variopinte ceramiche che colpirono l’immaginario del mondo occidentale alla fine dell’Ottocento e – da ultimo – la sorprendente installazione d’arte visiva “Ukiyo- Mondo Fluttuante” realizzata dall’”Art Media Studio – Firenze”, ciò che rimane maggiormente impresso nella mente sono le opere selezionate e raccolte dalla Collezione Feliks Jasienski per “la più grande mostra mai allestita in Italia su Katsushika Hokusai”.
Come non soffermarsi ad esempio sull’opera simbolo della produzione artistica di Hokusai, “La Grande Onda di Kanagawa” (in basso e in copertina, NdA), opera capace di “prendersi” un’intera sala espositiva di Palazzo Bonaparte per essere ammirata dai visitatori nella sua bellezza senza tempo e nella sua potenza immaginifica, sulle note di “Merry Christmas Mr. Lawrence” di quel compianto genio musicale chiamato Ryuichi Sakamoto?
Come non rimanere affascinati da quel mare in tempesta, le cui onde color “blu di Prussia” si “increspano” e infrangono con energia tanto sulla carta di riso quanto sui due piccoli pescherecci in acqua, i cui uomini a bordo sono spettatori immobili rispetto al dinamismo degli elementi, delle linee e dei colori dell’opera (in cui il nero non viene utilizzato in alcun modo), quasi derubricati a semplici comparse mentre sullo sfondo svetta in lontananza il monte Fuji?
I lavori di Hokusai, dall’arte più sofisticata dei c.d. “surimono” alle illustrazioni dei suoi manuali da disegno per giovani allievi (quelli che poi sarebbero stati ribattezzati “Hokusai manga”), contengono al loro interno un elemento comune: la capacità di catturare e imprimere la realtà del tempo con precisione metodica, cura meticolosa (quasi spasmodica) del dettaglio e con un affascinante uso della prospettiva cromatica capace di donare profondità all’immagine e – allo stesso tempo – al contenuto stesso dell’opera.
Con l’imminente arrivo della sedicesima edizione della “Notte dei Musei” prevista per il prossimo 23 maggio, una mostra monografica di così lodevole caratura come “Hokusai – Il Grande Maestro dell’Arte Giapponese” diventa un’occasione troppo ghiotta da non cogliere, dove il prezzo del biglietto (scontato in questa occasione) viene pienamente ripagato dall’esperienza immersiva davvero coinvolgente.
Merito questo di alcune lodevoli iniziative degli organizzatori della mostra come le utili audioguide scaricabili gratuitamente sul sito internet dedicato tramite QR Code e la presenza di aree in cui i visitatori possono immedesimarsi nel contesto dell’esposizione, toccando con mano le pagine di carta di riso utilizzate per le xilografie in stile “ukiyo-e” o provando le stesse tecniche di incisione.

Nell’immagine di copertina: Katsushika Hokusai, “La Grande Onda di Kanagawa” (1830-1833) da “Trentasei vedute del Monte Fuji” (1826-1833). Collezione Feliks Jasieński, Museo Nazionale di Cracovia (opera di dominio pubblico).