Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa italo-israeliano

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L’annuncio arriva nelle prime ore del pomeriggio da Verona, tra le sale della cinquantottesima edizione del Vinitaly e a darlo è la stessa premier Giorgia Meloni in visita alla manifestazione internazionale dedicata al vino: l’Italia ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di difesa stipulato con Israele nel 2003 e successivamente ratificato dal nostro Paese nel 2005.

La posizione del governo è stata assunta “in considerazione della situazione attuale” – come ha precisato il Presidente del Consiglio alla stampa accorsa al Vinitaly – e in coordinamento con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e con il Ministro della Difesa Guido Crosetto che – secondo le prime indiscrezioni emerse in merito – avrebbe formalmente inviato la lettera con la decisione italiana al suo omologo israeliano, Israel Katz.

Arriva così lo stop dell’Italia a un documento divenuto sempre più controverso nel corso degli ultimi due anni e mezzo che si inserisce all’interno di un quadro generale in cui nelle ultime settimane è emersa una frizione nelle relazioni diplomatiche tra Roma e Tel Aviv. U
na decisione presa, tra l’altro, a ventiquattr’ore di distanza dal rinnovo automatico quinquennale dell’accordo di difesa fino al giugno 2031.


I termini dell’accordo (sospeso) tra Italia e Israele

Stipulato a Parigi (Francia) il 16 giugno 2003 e ratificato dal Parlamento italiano con la legge n.94/2005 approvata il 17 maggio di quell’anno, il “Memorandum di intesa con Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa” – questo il suo nome esteso – prevedeva un accordo quadro tra i due Paesi all’insegna della “cooperazione nei settori della difesa” e in quelli “di interesse reciproco” (ex art.2) [1].
Nel concreto, i governi dei due Paesi approvavano uno scambio di conoscenze e formazione non soltanto nell’ambito militare e in quello della sicurezza ma anche in ambiti ad essi complementari.

Consultando nel dettaglio i termini del documento presenti nell’archivio digitale degli atti in Gazzetta Ufficiale, l’art.9, comma 3 del memorandum stabilisce la durata dell’accordo tra i due paesi in cinque anni, durata che può essere automaticamente prorogata “per periodi aggiuntivi di cinque anni, salvo recesso di una Parte” che deve però avvenire “sei mesi dopo la data di ricezione di tale notifica”[2].

In più occasioni lo scorso anno, con l’intensificarsi delle operazioni militari condotte da Israele in Medio Oriente contro la Palestina, il Libano e – da ultimo – in Iran, molte erano state le voci e gli appelli partiti da giuristi e membri della società civile che invitavano il governo Meloni a fermare o addirittura recedere dal memorandum d’intesa. Appelli che, fino a queste ultime ore, erano rimasti inascoltati dall’esecutivo.


Note e ulteriori riferimenti

[1] Si rimanda a Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, “Legge 17 maggio 2005, n.94 (Ratifica ed esecuzione del Memorandum d’intesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo dello Stato di Israele in materia di cooperazione nel settore militare e della difesa, fatto a Parigi il 16 giugno 2003) [G.U. n. 130 del 07-06-2005, Serie Generale, pag. 14 , visualizzato il 14/04/2026]

[2] Ivi, pagg. 17-18

Nell’immagine di copertina: “Il Presidente Meloni incontra il Primo Ministro dello Stato di Israele Netanyahu (21/10/2023).”
Fonte immagine copertina: governo.it (licenza d’uso CC BY-NC-SA 3.0 IT)

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