Per decretare la parola “fine” all’epopea che ha legato Viktor Orban alla storia recente dell’Ungheria sono bastate poco più di due ore dalla chiusura dei seggi fissata alle 19:00 di ieri sera.
È attorno alle 21:00 infatti che le agenzie stampa di tutto il mondo hanno rilanciato la notizia della sconfitta concessa dal leader di Fidesz a colui che da oggi è il nuovo Primo Ministro designato del paese, l’ex sindaco di Budapest e guida del “Partito del Rispetto e della Libertà“ (TISZA) Peter Magyar.
“Il risultato delle elezioni è doloroso ma inequivocabile” – queste le prime parole del Primo Ministro uscente nella conferenza stampa indetta nel quartier generale di Fidesz – “non ci sono state affidate la responsabilità e l’opportunità di governare”.
Un messaggio netto che chiude un capitolo politico per l’Ungheria durato sedici anni e che da oggi vedrà Orban seduto tra i banchi dell’opposizione del Paese.
Dalle elezioni politiche ungheresi di ieri è emerso un risultato schiacciante a favore del partito di Magyar, in una giornata caratterizzata soprattutto da un’altissima affluenza alle urne (79,56% di votanti, numeri da record nella storia recente del paese).
Quando manca poco meno dell’1% dei voti degli aventi diritto da scrutinare, i dati certificano il raggiungimento da parte delle forze di TISZA della c.d. “super maggioranza” all’interno dell’Assemblea Nazionale (Országgyűlés), ovvero i due terzi dei 199 seggi disponibili nel Parlamento ungherese.
Il Parlamento che verrà – I risultati delle elezioni ungheresi
Analizzando nel dettaglio i numeri del voto di ieri, l’Assemblea Nazionale che si formerà con la nascita del governo di Peter Magyar vedrà la presenza di forze parlamentari all’interno dello spettro della Destra e del centro-destra.
Il partito di Peter Magyar – vicino al centrodestra europeista e liberale (TISZA è infatti iscritto all’interno del gruppo del Partito Popolare Europeo) – ha vinto le elezioni con circa il 52,8% delle preferenze che gli permettono di conquistare centotrentotto seggi nel Parlamento ungherese e, come indicato in precedenza, la sua “super maggioranza”.
Nel caso del partito sovranista di Viktor Orban, invece, la sconfitta è rovinosa: Fidesz ha infatti ottenuto poco meno del 38,8% dei voti degli ungheresi e cinquantacinque seggi in Parlamento, arrivando a perdere in un colpo solo ottanta seggi e oltre quindici punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni del 2022.
Terzo e ultimo partito a superare la soglia di sbarramento del 5% dei voti e a ottenere una rappresentanza all’interno dell’Assemblea Nazionale ungherese è il Mi Hazánk Mozgalom (“Movimento Patria Nostra”), formazione di estrema destra composta da fuoriusciti del partito Jobbik che ha ottenuto il 5,81% dei voti (in leggera flessione rispetto al 2022) e – conseguentemente – sei seggi all’interno del Parlamento.
Escluse tutte le altre liste a destra (come Jobbik, il cui risultato è inferiore allo 0,5 per cento) e a sinistra, dove sia il “Partito Verde d’Ungheria – LMP” che soprattutto la “Coalizione Democratica” (“Demokratikus Koalíció”) ottengono risultati tra lo zero e l’un per cento dei voti perdendo così complessivamente i loro diciotto seggi del 2022.

Fonte immagine: Gust Justice / Wikimedia Commons (opera propria, licenza d’uso CC BY 4.0)
Fonte immagine di copertina: Dirk Beyer / Wikimedia Commons (opera propria, licenza d’uso CC BY-SA 3.0)