Come Justin Timberlake e Ronaldinho hanno lanciato YouTube

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Un ragazzo di appena vent’anni è in piedi davanti alla sezione degli elefanti dello zoo di San Diego. Indossa una giacca troppo grande per lui, il viso è sbarbato e ha l’aria di non sapere esattamente ciò che sta accadendo. «La cosa cool di questi ragazzi, è che hanno delle proboscidi davvero, davvero, lunghe» dice, prima di concludere «e questo è tutto ciò che ho da dire». Si chiama Jawden Karim e, insieme ai suoi amici e colleghi Chad Hurley e Steve Chen, è tra i fondatori di YouTube, acquistato da Google il 10 ottobre 2006. Quello appena descritto è Me at the zoo, il primo video caricato sulla piattaforma.

I tre avevano lavorato insieme in un’altra grande azienda tecnologica che era stata in grado di raggiungere un discreto successo, ovvero PayPal. Inoltre, Jawden e Steve erano stati compagni di corso all’University of Illinois.

Inizialmente, però, l’obiettivo era totalmente differente. Nelle loro menti, l’intenzione era quella di creare un sito di incontri. L’idea era abbastanza semplice: gli utenti avrebbero dovuto semplicemente descrivere il tipo di partner ideale o cosa piaceva loro fare nel tempo libero. Come avrebbero dovuto farlo? Attraverso video di sé stessi. Come nome avevano scelto Tune in, Hook up.

L’idea, purtroppo per loro, non ebbe fortuna. Probabilmente l’idea di esporsi di fronte una telecamera era troppo prematura ad inizio anni 2000. E, ovviamente, video di sé stessi non avrebbero mai potuto avere l’immediatezza di una foto su Tinder. L’avventura imprenditoriale dei tre sembrava destinata ad essere un insuccesso.

In loro soccorso arrivò Justin Timberlake. Nel 2004 al cantante statunitense venne chiesto di partecipare come ospite al consueto Halftime Show del Superbowl XXXVIII. Ad accompagnarlo ci sarebbe stata Janet Jackson (sì, la sorella di Michael), anche lei cantante di successo. 

L’ultima canzone ad essere eseguita fu Rock Your Body che nell’ultimo verso recita «Perché ti avrò nuda entro la fine di questa canzone». Probabilmente ai coreografi dello show sembrò un’ottima idea proporre ai due di terminare l’esibizione con Timberlake che strappava il corpetto alla cantante. 

Qualcosa però andò storto: Timberlake, a detta di tutti involontariamente, strappò il reggiseno alla Jackson, scoprendole il seno se non in mondovisione, quanto meno in tutti gli Stati Uniti. Il video è ancora disponibile oggi: immediatamente dopo lo strappo, le telecamere staccano sui fuochi d’artificio. Nei giorni successivi la notizia era su tutti i giornali ed in tutte le televisioni. Solo una cosa continuava a non essere riproposta: il video.

Ai tre ragazzi, reduci dal fallimento del sito d’incontri, venne in mente la brillante idea di dare alla gente quello che la gente stava cercando: un sito dover poter caricare e guardare qualsiasi cosa si stesse cercando. Nel 2005, nacque YouTube.

Cinque mesi dopo il primo video caricato, avvenne la consacrazione. La Nike pubblicò una serie di video dedicati allo slogan «Joga Bonito». In uno di questi c’è Ronaldhino, l’asso brasiliano a quei tempi numero 10 del Barcellona, steso sull’erba verde del Camp Nou. Un assistente cammina verso di lui, portando una valigetta dorata, all’interno della quale ci sono le nuove scarpette Nike. Ronaldinho le indossa, si alza, si avvicina al pallone e comincia a palleggiare. Diventa il primo video in grado di ottenere un milione di visualizzazioni. Da lì in poi, la scalata. 

Le potenzialità di guadagno iniziarono a presentarsi durante i primi mesi del 2006. In quel periodo, infatti, iniziarono ad esser pubblicati i primi video pubblicitari. Funzionavano diversamente da ora: le aziende pubblicavano contenuti su YouTube e, attraverso i banner pubblicitari, permettevano di beneficiare di contenuti extra sui propri siti web.

Google decise di procedere: investì più di un miliardo e mezzo di dollari in azioni, per assicurarsi la stella nascente del panorama tech mondiale. C’è chi parlò di offerta folle, e furono gli stessi fondatori dell’azienda di Menlo Park a confermarlo. Avevano cercato di lanciare un servizio simile senza successo, e dunque avevano proceduto con l’acquisizione.

Divenne il più grande investimento mai realizzato da Google. Ad oggi, invece, è solamente il quarto: è stato scalzato da DoubleClick, Nest (famosa per la domotica) e da Motorola Mobility, ceduta successivamente a Lenovo

Ad oggi, YouTube conta 2.3 miliardi di utenti attivi ogni mese e nel 2020 ha portato 19.77 miliardi di ricavi. La cifra iniziale è stata abbondantemente ripagata, anche grazie a Justin Timberlake, Janet Jackson e Ronaldinho. 

Autore

Milanese di nascita, barese per adozione. Studio International Business Management e scrivo per passione. Amo la storia e tutto ciò che è conoscenza. Tifo Milan da quando Paolo Maldini incantava sulla fascia sinistra. Ho sempre un libro in più da leggere ed una storia in più da raccontare.

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