Madonna e Basquiat: l’iconica relazione degli anni Ottanta

Quella tra l’enfant terrible della street-art e la futura regina del pop è stata una passione vissuta tra le gallerie d’arte e i club più esclusivi della New York di Warhol

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Ci sono stati alcuni mesi nel 1982 in cui Jean-Michel Basquiat e Madonna hanno avuto una relazione, quando entrambi erano sulle soglie di una fama mondiale che li avrebbe travolti da lì a poco e ancora non immaginavano chi sarebbero diventati. Basquiat stava traslocando la sua street-art dai marciapiedi della Lower Manhattan alle principali gallerie della città con le prime esposizioni, mentre Madonna lavorava al suo album di debutto.

I dettagli su come si siano conosciuti e in che modo abbiano iniziato a frequentarsi sono pochissimi.

Era il 1982 e New York si stava affermando come uno dei principali poli di attrazione per le nuove espressioni artistiche: dalla street-art di Keit Haring, alla fotografia della sottocultura omosessuale di Robert Mapplethorpe passando per la “Factory” di Andy Warhol che egemonizzava i club più esclusivi della città. Basquiat e Madonna probabilmente si conobbero proprio in uno di questi club alla moda, poteva essere il Mudd Club di Manhattan di cui erano abituali frequentatori.

Non ricordo bene se ho conosciuto Jean-Michel in una galleria d’arte o in un night club. Ma a quel tempo non c’era molta differenza.

Madonna
Polaroid che ritrae Jean-Michel Basquiat e Madonna scattata da Maripol nel 1982

Il genio maledetto dell’arte e la regina del pop

Durante quei mesi del 1982 in cui si sarebbe consumata la liaison l’enfant terrible si presentava spesso agli eventi d’arte accompagnato da Madonna che era solito presentare a artisti e galleristi, plasmandole addosso la veste di musa postmoderna. Come ha raccontato il commerciante d’arte Larry Gagosian, Basquiat era molto affezionato alla cantante: «Quando la presentava ai suoi amici, diceva sempre che sarebbe diventata huge».

Attorno a quella che stava per auto-eleggersi regina del pop gravitavano le più influenti personalità del panorama artistico newyorkese: stilisti, artisti e musicisti che contribuirono a ispirarla nella costruzione del suo personaggio. A quelle stesse personalità la legava un rapporto che andava oltre la sfera artistico-professionale: le opere di Andy Warhol e Keith Haring che la cantante possiede ancora oggi sembrano più regali di amici che investimenti di un’appassionata d’arte contemporanea.

Mi ricordo di una cena estiva con Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel nel ristorante cinese Mr Chow. Mi sentivo la ragazza più fortunata del mondo per aver conosciuto lui [Basquiat] e tutti gli altri.

Madonna

Basquiat viveva in un loft nel Lower East Side della città; le pareti del suo appartamento ricoperte dai lavori, i suoi vestiti gettati ovunque. Dipingeva indossando una giacca Armani e passeggiava per strada con i vestiti sporchi di vernice. La vita dell’artista, scandita da mostre e feste, era totalmente votata alla sua arte, che prima di essere mercato era esperienza. Anche il rapporto con le sue stesse opere era molto particolare.

Come ha ricordato la cantante nel 1996: «Tantissime donne erano innamorate di lui. Ricordo che una notte guardai fuori dalla finestra del suo loft e vidi una ragazza a cui lui aveva spaccato il cuore dare fuoco a tutti i suoi dipinti in un grande falò. Avrei voluto fermarla per salvare i suoi quadri ma a lui non sembrava importare. Mi disse che era il loro destino».

In questo caotico mondo dell’artista entrò per un breve periodo anche la scapestratezza e l’insolenza sorniona di Madonna. Nella New York sconvolta dalla Pop Art e dalle droghe, entrambi vennero travolti contemporaneamente da un’onda di crescente fama.

Madonna e Basquiat nel 1982

Un’eccezionale relazione

Ad eccezione di qualche straordinaria fotografia e di poche dichiarazioni di Madonna, non abbiamo molte testimonianze di questa relazione. Cosa facessero tutto il giorno non lo sappiamo, ma la straordinarietà di questo incontro tra le due anime più controverse degli anni ’80 non è difficile da intuire. Due astri nascenti che di lì a poco avrebbero rivoluzionato per sempre la storia pop attraverso la loro musica, la loro arte, le loro provocazioni, i loro colori e la loro visione unica del mondo.

Nonostante fu molto breve, l’influenza dell’uno sull’arte dell’altro fu reciproca e di enorme impatto: la bionda Material girl senza paura fu la grande musa pop del primo periodo newyorkese di Basquiat, così come l’impeto artistico del giovanissimo artista alla ricerca del proprio posto nel mondo dell’arte spinse Madonna a ridisegnare i confini e gli estremi della sua formazione artistica. Le sue grandi aspirazioni si condensarono nel mondo ribelle dell’artista, e forse proprio grazie a questo le fu possibile raggiungere in pochi anni una fama e un successo che mai una cantante pop era riuscita a conquistare. Quello di Madonna era un estro che attingeva a una scena artistica in potente fermento. La loro fu una relazione totalizzante e fuori da ogni regola, che si nutrì dell’esigenza espressiva che li accomunava: quella di rinnovare le forme della street-art e della musica pop.

Come ha ricordato Madonna nel 2015:

Spesso mi svegliavo a notte fonda e me lo ritrovavo non nel letto accanto a me, ma in piedi, intento a dipingere, alle 4 del mattino, col viso a un palmo dalla tela, in trance. Rimanevo incredula a vederlo mettersi a lavoro ogni qual volta qualcosa lo emozionasse.

Madonna, intervista per la rivista “Interview”, 2015

La fine della relazione

La loro rottura non fu semplice. Sopra questa inusuale relazione d’amore pendeva, infatti, l’enorme peso della dipendenza da eroina del pittore. Solo decenni dopo la fine della loro relazione Madonna ha confidato al conduttore Howard Stern durante la promozione del suo album Rebel Heart del 2015 che è stata proprio la dipendenza ad aver aperto una frattura decisiva nel rapporto con l’artista, senza con ciò rinnegare l’enorme affetto e ammirazione che nutriva nei suoi confronti: 

Non avrebbe mai smesso di farsi di eroina. Ma era un uomo straordinario e pieno di talento. Lo amavo.

Dopo la rottura, Madonna racconta che lui le chiese indietro tutti i dipinti che le aveva regalato, ossessionato dall’idea che lei potesse venderli e svalutare la sincerità della loro relazione. E li ricoprì tutti di vernice nera.

Nel 2017, in occasione di una rassegna dedicata all’artista, Madonna ha pubblicato sul suo account Instagram una foto che la ritrae davanti a un’opera dell’ex amante con inciso in alto a sinistra il suo nome seguito da quello di “Venus”, soprannome con cui era conosciuta l’altra storica amante di Basquiat, Suzanne Mallouk.

Quando nel 1996 le fu chiesto di commentare, dopo 8 anni, la morte del suo ex amante, rispose:

Quando ho saputo che Jean-Michel era morto non sono rimasta sorpresa. Era troppo fragile per questo mondo.

Autore

Samuele Vona

Samuele Vona

Direttore Editoriale

Nasco a Roma e ora vivo a Bologna in una casa al pian terreno. Amo le cose démodé: se scatto lo faccio in analogico, compro solo libri usati, scrivo ancora con la penna (blu) e ho una laurea in Lettere Moderne. Desidero una nuova bicicletta perché quella di prima me l'hanno rubata.

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