La masturbazione femminile è un atto politico

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Prima di scrivere questo articolo mi sono chiesta: c’è bisogno di parlare ancora della masturbazione femminile? Se ora stai leggendo questo articolo la risposta è molto chiara: sì, abbiamo ancora bisogno di parlarne.

La scelta di parlare, in particolare, della masturbazione femminile invece che di quella maschile è un atto politico dovuto alla contestualizzazione della donna nelle varie epoche storiche e nelle diverse aree geografiche. Se pensiamo all’oppressione che la donna ha sempre vissuto in qualsiasi società, dobbiamo anche soffermarci sul rapporto che la donna ha con il sesso: un rapporto spesso punito, castrato e ridotto all’inesistenza. 

Ci hanno insegnato a vergognarci di provare piacere, creando una narrazione distorta e fallocentrica dell’atto sessuale, inteso unicamente come atto penetrativo, e omettendo totalmente ciò che davvero può piacerci e farci eccitare: la clitoride è stata dimenticata per troppo tempo, direi.

L’importanza della masturbazione femminile

La masturbazione è il punto di partenza per scoprire il proprio corpo, un atto che il più delle volte nasce in maniera inconsapevole, istintiva: un bisogno fisiologico, per molti, che poi con il tempo va ad acquisire un carattere più riflessivo. Ci masturbiamo, sì, per piacere, ma anche per capire cosa ci piace davvero, sperimentiamo, ci interroghiamo, cambiamo modo di masturbarci, introduciamo qualcosa di nuovo e abbandoniamo vecchie abitudini.

La masturbazione, oltre a darci piacere, ha degli effetti benefici sull’organismo e migliora la salute dei genitali, poiché con l’eccitazione e il raggiungimento dell’orgasmo si aumenta l’afflusso di sangue nella zona, mantenendo attivi i muscoli dell’apparato. Inoltre, gli ormoni rilasciati con l’orgasmo portano benessere. Quindi no, masturbarsi non fa male, ma fa parte di noi. 

Tuttavia, non è raro che l’idea di toccarsi possa rappresentare un disagio per alcune persone. La necessità di masturbarsi e di autoprocurarsi piacere non è la stessa per tutti e potrebbe essere che quel desiderio non arrivi mai. In una società che ci obbliga ad essere costantemente performanti, anche dal punto di vista sessuale, per chi non vive la sessualità secondo lo standard dettato da una cultura fallocentrica può essere complicato accettare le proprie unicità e differenze. Nel caso in cui ci si dovesse rendere conto di stare sviluppando un rapporto disagiante con la sessualità e l’autoerotismo, si può ricorrere a figure specializzate che sapranno operare secondo il vostro benessere. 

Orgasmo, alleato o sconosciuto?

Esistono tantissimi modi per provare piacere e raggiungere l’orgasmo: stimolare zone erogene, utilizzare sex toys, oggetti specifici per massaggi, gel stimolanti, altri liquidi, altri oggetti, stimolare i capezzoli, la clitoride, stimolazione delle labbra esterne e interne della vagina, della zona CUV (clitoro-uretro-vaginale, definita punto G). 

La clitoride, per esempio, ha tre tipi di stimolazione: quella esterna, che riguarda la stimolazione di tutto l’apparato genitale femminile nelle sue aree esterne e visibili; quella mista, che consiste in una stimolazione al contempo esterna (con massaggi o altro) e interna (con la penetrazione); e la stimolazione solo interna, che avviene con la penetrazione. 

Ma quanto riportato è solo un esempio teorico, dato che ogni vulva e vagina si distingue dalle altre per caratteristiche proprie. Tuttavia, è sicuramente alta la percentuale di donne che affermano di raggiungere più facilmente l’orgasmo attraverso la stimolazione clitoridea rispetto a quella vaginale. Come rilevato dai recenti studi in sessuologia, infatti, la vagina non è un organo fatto per procurare piacere. È quanto sostenuto da Roberta Rossi, sessuologa, psicoterapeuta e presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica, nel suo libro Vengo prima io (Fabbri Editore, 2019).

«Se quando pensiamo al sesso ci viene subito in mente la penetrazione vaginale, è perché dal punto di vista sociale e culturale è considerata la pratica sessuale per eccellenza, almeno dalle persone eterosessuali. Questa convinzione affonda le radici molto in profondità, basti riflettere sul fatto che, fisiologicamente parlando, è la modalità più sicura per procreare. Se quindi consideriamo (come è stato fatto fino a tempi recentissimi) il sesso unicamente come strumento per avere figli, ecco che il ragionamento fila. […] La vagina, di per sé, non è fatta per procurare piacere. Non aspettatevi quindi di raggiungere l’orgasmo soltanto con la penetrazione. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: è fondamentale che ci sia anche una stimolazione diretta o indiretta del clitoride. E un buon livello di eccitazione».

L’utilizzo di sex toys si sta sempre più diffondendo, sicuramente grazie alla divulgazione che si sta avendo in questi ultimi anni per cui si stanno pian piano sradicando i pregiudizi e i tabù legati ad essi. I sex toys non hanno la funzione di sostituire, come spesso si pensa, ma di aggiungere, e possono essere utilizzati non sia durante l’autoerotismo, che nel rapporto con il partner per aiutarci a trovare la giusta chimica.

La storia dei sex toys, in realtà, ha radici ben lontane: che ci crediate o no, se ne trovano già degli esempi nella Preistoria: il primo Dildo (che consisteva in un fallo ricavato dalla pietra) risale all’era Paleolitica, all’incirca 28.000 anni fa e questo ci fa capire come si ha sempre avuto l’esigenza di conoscere il proprio corpo. 

L’industria dei sex toys, che è molto cresciuta negli ultimi anni, ci permette di trovare oggetti adatti ad ogni tipo di evenienza. Oltre ai più conosciuti dildi e vibratori, possiamo trovare vibratori per il punto G, rabbit, succhiaclitoride, vibratori telecomandati, dildi, palline vaginali e sex toys per la stimolazione anale. Insomma, un vero e proprio mondo da scoprire, se si è pronti a sdoganare anni e anni di cultura cattolica alle nostre spalle.  

L’utilizzo di sex toys richiede sicuramente qualche accorgimento, come l’acquisto di lubrificanti e toy cleaner, il tutto viene comunque spiegato nelle istruzioni che si troveranno all’interno della scatola, anche semplicemente come ricaricare o come utilizzarlo se si è alle prime armi.

La masturbazione, come l’utilizzo di sex toys, non hanno vita facile. La società in cui viviamo, volontariamente ed involontariamente, influisce anche sul sesso, una società che si presenta giudicante e censurata, una società che sessualizza la donna continuamente e non rende accettabile l’autoerotismo femminile quanto quello maschile. Lo stesso linguaggio italiano (ovvero il primo modo d’espressione di una cultura) ci mostra quanto ancora siano censurati i discorsi attorno al sesso: viviamo in una società in cui risulta tutt’oggi imbarazzante pronunciare liberamente la parola masturbazione, per esempio.

Inoltre, ancora oggi, le scuole non offrono lezioni sull’educazione sessuale e nelle famiglie si tende a deviare il discorso o a zittire l’argomento. Questo crea un circolo vizioso che non fa altro che riproporre, di generazione in generazione, lo stesso comportamento alimentando la disinformazione. 

Allora come possiamo fare? 

Nel momento in cui la società non ci dà degli strumenti dobbiamo spingere in due direzioni: crearci i nostri strumenti leggendo libri, articoli, guardando documentari, seguendo attivamente degli specialisti, dall’altro, però, far sì che contesti, come la scuola, possano offrire, per esempi, ore, lezioni, professionisti che spieghino cosa sia la sessualità. 

Per questo, vi consiglio la lettura di alcuni testi che per me sono stati fondamentali: 

1) Senza tabù, il mio corpo (come funzione) il piacere (come si fa) di Violeta Benini, laureata in ostetricia, educatrice perinatale, specializzata in riabilitazione pelvica e sessualità consapevole, formatrice; 

2) Sex toys, alla scoperta degli oggetti del piacere, Morena Nerri e Ivano Messinese, fondatori di Le Sex en Rose, un blog nato nel 2017 con l’obiettivo di diffondere una narrazione positiva ed inclusiva della sessualità umana. 

3) Vengo prima io. Guida al piacere e all’orgasmo femminile di Giulia Balducci e Roberta Rossi, Fabbri Editori. Un libro alla scoperta del piacere femminile.

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