FOTO/INDUSTRIA: la nuova Biennale di fotografia di Bologna e la necessità di ripensare l’industria del cibo

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«Il cibo è linguaggio. Come la fotografia, gli alimenti incorporano e diffondono messaggi» scrive Francesco Zanot, direttore artistico della Biennale FOTO/INDUSTRIA 2021 nell’introduzione al catalogo-ricettario che accompagna la Biennale di fotografia di Bologna. «Non si mangia soltanto con la bocca e con lo stomaco. Si mangia anche con il cervello e con tutti i sensi».

Proprio al tema del cibo e dell’alimentazione, come suggerisce il suo titolo FOOD, è dedicata la quinta edizione di FOTO/INDUSTRIA. A Bologna, fino al 28 novembre 2021, undici mostre a ingresso gratuito e undici fotografi dal respiro internazionale vivificano la più importante Biennale al mondo di fotografia dell’Industria e del Lavoro. Si parla dell’industria alimentare e del suo impatto sul territorio, delle tradizioni e delle evoluzioni della coltivazione e dell’allevamento, di mercati, cucine, meccanizzazione e sfruttamento. Un’occasione per esplorare e ripensare l’impatto che l’industria ha sulla società e sulla vita quotidiana delle persone.

La mostra di Lorenzo Vitturi “Money Must Be Made” a Palazzo Pepoli Campogrande

FOTO/INDUSTRIA 2021: FOOD

La Fondazione MAST, presieduta dalla filantropa Isabella Seràgnoli, con il progetto di FOTO/INDUSTRIA cerca di portare in mostra i principali protagonisti della storia della fotografia per dare risalto alla cultura dell’immagine industriale e per tracciare le linee di un percorso iconografico stimolante e condiviso. Fin dalla sua prima edizione del 2013, FOTO/INDUSTRIA seleziona i lavori sia di grandi maestri della fotografia sia di talenti più giovani sull’universo della produzione, esplorandone l’impatto sul territorio, sulla società e sulla vita quotidiana delle persone. Un evento che raccoglie, analizzando i numeri dell’ultima edizione 2019, 60.000 visitatori unici e 173.000 accessi ai luoghi espositivi.

Arrivata alla quinta edizione, FOTO/INDUSTRIA ha selezionato oltre 600 fotografie sul tema del cibo e dell’alimentazione, una scelta dettata dalla sua evidente attualità: significati culturali, economici e sociali, un bisogno biologico ma anche una delle immagine industriali della contemporaneità che stiamo vivendo. Quello dell’alimentazione è, infatti, un settore in continua trasformazione (nel tentativo di adattarsi su scala globale alla costante crescita della richiesta) tra problemi demografici, climatici e di sostenibilità.

Progettate come un viaggio intorno al mondo, le mostre ripercorrono un secolo di storia, dagli anni Trenta (partendo con Hans Finsler nel 1928) ad oggi. Un modo per tenere traccia dell’evoluzione tecnologica legata alla produzione del cibo, l’impatto delle mutazioni culturali sulle abitudini alimentari e la trasformazione della fotografia nel modo in cui ha documentato e interpretato questo soggetto.

Fotografi molto noti e affermati sono affiancati a giovani talenti: autori classici si alternano a grandi artisti contemporanei in modo da stimolare l’incontro di pubblici diversi. I tre fotografi italiani sono Lorenzo Vitturi e la sua mostra Money Must Be Made sul mercato nigeriano Balogun di Lagos, uno dei più grandi al mondo, Maurizio Montagna e il fiume Sesia nella mostra Fisheye e Ando Gilardi, ospite nella sede del MAST (lo spazio polifunzionale della Fondazione) con la sua mostra Fototeca, una rassegna dei suoi reportage fotografici estratti dall’archivio che ha fondato nel 1959.

Tra gli otto artisti stranieri vale la pena citare Henk Wildschut, fotografo olandese che si concentra sulle tecnologie produttive dell’industria alimentare, Hans Finsler, il padre della fotografia oggettiva degli anni ’30, Herbert List, membro della Magnum Photos, con la sua mostra Favignana sulla mattanza dei tonni avvenuta sull’isola nel 1951 e Takashi Homma che mette a confronto le facciate dei ristoranti McDonald’s di tutto il mondo.

La mostra di Henk Wildschut “Food” a Palazzo Paltroni

Il tema del cibo è di grande interesse e di grande attualità. Soprattutto se si parla di consumo di carne e di questione ambientale. Ecco, allora, che la Biennale FOTO/INDUSTRIA 2021 diventa un’occasione per riflettere sulla moderna industria alimentare. Il cibo, infatti, non è solo gusto e piacere ma anche questione sociale e politica: occasione di socialità e convivialità ma anche impatto economico, culturale e ambientale.

Un tema di cui vale la pena discutere e ragionare, ancora con più serietà e ancora con ancora più urgenza. E FOTO/INDUSTRIA 2021 può essere un punto di partenza, per conoscere cos’era il cibo ieri e cos’è il cibo oggi.

Autore

Samuele Vona

Samuele Vona

Direttore Editoriale

Nasco a Roma e ora vivo a Bologna in una casa al pian terreno. Amo le cose démodé: se scatto lo faccio in analogico, compro solo libri usati, scrivo ancora con la penna (blu) e ho una laurea in Lettere Moderne. Desidero una nuova bicicletta perché quella di prima me l'hanno rubata.

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